“Un terzo del cibo prodotto nel mondo viene sprecato, mentre circa un miliardo di persone soffre fame e denutrizione”. Numeri e dati riportati dal presidente della fondazione Univerde Alfonso Pecoraro Scanio in occasione della Giornata Mondiale di sensibilizzazione sulla perdita e lo spreco alimentare, istituita da FAO e dalle Nazioni Unite. “Inoltre, la CO2 rilasciata in atmosfera per il cibo sprecato equivale, in termini di tonnellate di CO2 prodotte, a quella di uno stato che si classificherebbe dopo USA e Cina nella classifica globale”.

Una situazione insostenibile, da esorcizzare rilanciando le vecchie ricette di recupero tipiche della nostra tradizione. Dalla bagnacauda alla ribollita passando per arancini e polpette, antichi metodi sviluppati storicamente per evitare la vergogna dello spreco di cibo. L’appello di Univerde, cui si è aggiunta la Federazione Italiana Cuochi con il portavoce Alessandro Circiello, ha avuto un eco importante, l’obiettivo è educare ed invitare le persone al recupero. In tal proposito, la FIC ha anche annunciato un autunno pieno di iniziative, tra cui il lancio di un “Manifesto contro lo spreco alimentare e per la ristorazione sostenibile”